assicurazione di rc professionale

RIFERIMENTI NORMATIVI

Dal punto di vista civilistico, la responsabilità professionale esiste da sempre essendo richiamata nel codice civile, la novità richiamata dal dl 138/2011 è l’obbligatorietà della copertura assicurativa, che introduce uno strumento di più ampia tutela per il danneggiato con maggiori garanzie di risarcimento.

Con la Riforma delle professioni (DPR 137/2012), pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed in vigore dal 15 agosto 2012, l’assicurazione di Rc professionale diventa obbligatoria con agosto 2013.
Per decreto legislativo “Chiunque esercita un’attività in regime libero-professionale è soggetto all’obbligo dell’assicurazione privata per la responsabilità civile derivante dall’esercizio di tale attività“.
Il provvedimento ha lo scopo di regolamentare in modo organico la responsabilità civile dei liberi professionisti iscritti ad albi od ordini professionali, e quale obiettivo primario si pone (testualmente da decreto):

e) a tutela del cliente, il professionista e’ tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale.

È chiaro l’intento del legislatore di garantire maggiori tutele per la clientela del professionista, che tramite una copertura assicurativa si vedrà assicurato il risarcimento di eventuali danni subiti da errori professionali, siano questi anche di rilevante entità.

In qualità di professionisti del settore, si sottolinea anche come il professionista sia decisamente tutelato, specie in un momento socio – economico in cui il contenzioso tende ad aumentare e la giurisprudenza a favorire la parte lesa; una polizza di rc professionale ripara quindi il professionista da richieste risarcitorie potenzialmente molto penalizzanti per la propria patrimonialità consentendo di esercitare con maggior serenità la propria professione.

Di seguito si riporta, a mero titolo conoscitivo, il decreto legislativo (DPR 137/2012), che introduce l’obbligo assicurativo, nel più ampio contesto di riforma delle professioni e relativi albi

Art. 5 Obbligo di assicurazione

1. Il professionista e’ tenuto a stipulare, anche per il tramite di convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti, idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva.
2. La violazione della disposizione di cui al comma 1 costituisce illecito disciplinare.
3. Al fine di consentire la negoziazione delle convenzioni collettive di cui al comma 1, l’obbligo di assicurazione di cui al presente articolo acquista efficacia decorsi dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.

LA RESPONSABILITÀ CIVILE DEL PROFESSIONISTA

Il codice civile disciplina le professioni intellettuali agli articoli da 2229 a 2238, con particolare riferimento alla responsabilità del prestatore d’opera intellettuale nell’articolo 2236. Tale articolo identifica i limiti della responsabilità imputabile; più in generale per delimitare la responsabilità del professionista l’impostazione tradizionale differenzia tra obbligazioni di mezzi e di risultato, ove il professionista è obbligato solo per i mezzi, e non per il conseguimento del risultato. Ne consegue che l’inadempimento professionale non deriva dal mancato raggiungimento del risultato avuto di mira dal cliente,m na deve essere valutato in funzione dei doveri di diligenza commisurata all’attività esercitata. In pratica il professionista ha due livelli di responsabilità: il primo connesso ad attività ordinarie, per le quali deve dimostrare ordinaria diligenza; il secondo ad attività di particolare complessità ove il professionista può essere ritenuto responsabile e inadempiente solo nei casi di dolo o colpa grave.
Più in generale il professionista deve poter dimostrare, per evitare proprie responsabilità in caso di danni, di aver operato con la dovuta diligenza e che il risultato sfavorevole sia connesso a circostanze imprevedibili e non a lui imputabili.
Se si dovessero individuare gli obblighi specifici che identificano la diligenza del professionista, si potrebbe esemplificare con questo elenco riassuntivo quanto previsto:

  • iscrizione all’albo
  • osservanza delle leggi e regolamenti vigenti e del codice deontologico
  • esecuzione personale dell’opera, salvo la possibiltià di avvalersi di ausiliari (sui quali ricade comunque l’obbligo di verifica e controllo dell’operato)
  • obbligo di diligenza, prudenza, perizia
  • obbligo di aggiornamento professionale
  • obbligo di informativa al cliente

Un aspetto dell’obbligo di prudenza richiesto è poi quello di non assumere incarichi per i quali non si è sufficientemente preparati in termini di mezzi e competenze.