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tariffe rca: nel IV trimestre 2016 premio medio RCA a 420 euro

Tariffe rca nel quarto trimestre del 2016: l’Ivass ha pubblicato il Bollettino statistico con le informazioni dell’indagine IPER sull’andamento dei prezzi.

Dalla statistica emerge che il premio medio per la garanzia r.c. auto come rilevato dai contratti stipulati o rinnovati nel quarto trimestre del 2016 è pari a 420 euro. Il 50 per cento degli assicurati paga meno di 379 euro, il 90 per cento degli assicurati meno di 646 euro e solo il 10 per cento degli assicurati meno di 238 euro.

Nel corso del 2016 il trend di riduzione dei prezzi si è progressivamente attenuato stabilizzandosi nel secondo semestre dell’anno: al quarto trimestre 2016 la variazione su base semestrale è pari −0,2 per cento (contro il −2,4 per cento dell’anno precedente). Conseguentemente la variazione su base annua del prezzo medio è in diminuzione: al quarto trimestre 2016 è pari a −4,4 per cento (contro il −7,6 dell’anno precedente).

L’eterogeneità delle tariffe rca è ampiamente differenziata nel territorio. Nelle province del Nord, e in particolare del Nord-Ovest, i prezzi tendono ad essere maggiormente differenziati tra gli assicurati: le cinque province con i prezzi più eterogenei sono, nell’ordine, Genova, Milano, Aosta, Torino e Alessandria.

Di contro, i prezzi risultano in prevalenza più omogenei nelle province del Sud e della Sicilia: nelle prime cinque posizioni si trovano le province calabresi di Reggio di Calabria, Crotone, Vibo Valentia e Catanzaro e la provincia sarda di Medio Campidano.

Nove province hanno una tariffe rca media di livello alto (superiore al 3° quartile, 497 euro): Caserta e Napoli in Campania, Crotone, Reggio di Calabria e Vibo Valentia in Calabria e le province toscane di Firenze, Massa-Carrara, Pistoia e Prato. Le restanti province sono ripartite nei due livelli intermedi (medio-basso e medio-alto), con prevalenza del livello medio-basso al Nord e in Sardegna e di quello medio-alto al Sud e in Sicilia. Come già accaduto nel trimestre precedente, nessuna provincia presenta un premio medio di livello basso (inferiore al 1° quartile, 295 euro).

Napoli è la provincia con i prezzi più elevati (629 euro), a seguire, le province più costose sono Prato e Caserta, con prezzi medi rispettivamente di 603 e 552 euro. Le cinque province con i prezzi più contenuti sono, nell’ordine, Oristano, Aosta, Pordenone, Biella e Campobasso. La differenza tra la provincia con i prezzi più alti (Napoli) e quella con i prezzi più bassi (Oristano) è di 330 euro.

Nel 2016 il trend di crescita della scatola nera si è rafforzato: al quarto trimestre 2016, il 19 per cento dei contratti prevede una scatola nera (contro il 15,7 per cento dell’anno precedente), con un aumento su base annua pari a 3,3 punti percentuali. 8.a – 4° trimestre 2013 8.b – 4° trimestre 2015 8.c – 4° trimestre 2016 13 La diffusione delle polizze telematiche è difforme nel territorio: più decisa nelle regioni meridionali e in Sicilia, con punte di oltre il 50 per cento nelle province di Caserta e Napoli, più contenuta al Centro-Nord e in Sardegna e minima nelle province del Nord-Est con valori prevalentemente inferiori al 10 per cento.

La popolarità delle polizze telematiche, consolidatasi dapprima nelle province meridionali caratterizzate dai prezzi più elevati, si sta progressivamente estendendo al resto del territorio. A Caserta e Napoli oltre il 50 per cento dei contratti prevede la scatola nera; a seguire, le province ove maggiore è la diffusione delle polizze telematiche (superiore al 40 per cento) sono, nell’ordine, Catania, Reggio di Calabria, Salerno, Foggia, Crotone, Barletta-Andria-Trani, Palermo, Siracusa, Catanzaro, Bari e Ragusa. A Bolzano, Trento, Udine e Belluno le polizze telematiche rappresentano meno del 7 per cento dei contratti.

I dati mostrano che l’incremento delle polizze telematiche è stato tendenzialmente maggiore nelle province contraddistinte da tariffe rca più elevate. A Crotone e Napoli l’incremento annuo delle polizze telematiche è superiore a 8 punti percentuali, a fronte di un incremento medio di 3,3 punti percentuali su base nazionale.

Fonte: assinews

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